martedì 27 maggio 2014

Puerto San Julian

Tappa di oggi: Rio Gallegos.

Prima, pero', ci fermiamo a Puerto San Julian per approvvigionamenti..







Decidiamo anche di dare una lavatina al Narci, e rifornirci di acqua dai bomberos locali che ringraziamo.


Lungo la ruta 3, facciamo l'incontro con un bellissimo esemplare di volpe  Patagonica "zorro colorado" che, inaspettatamente , si lascia fotografare  nonostante la distanza ravvicinata.


lunedì 26 maggio 2014

Bosques petrificados de Jaramillo

Le temperature si abbassano e il vento soffia fortissimo.
Prova ne e' il fatto che, fermi alla stazione di servizio per far carburante, non avendo inserito il freno a mano perche' su piano, il Narci inizia ad avanzare spinto dal vento. Incredibile , ma vero!
Siamo diretti al Parque Nacional Bosques Petrificados de Jamarillo, dove i resti di araucarie pietrificate di 150 milioni di anni , tra il Giurassico e il Cretaceo, sono i piu' grandi e i piu' vecchi fossili del genere, della Patagonia.
Prima pero' , la sosta e' d'obbligo al Paloma , in cui ci accampammo nel 2005, per salutare Nicolas. Con amarezza, scopriamo che sono rimasti solo i suoi ricordi! 



La notte trascorre in totale solitudine all'ingresso del Parco, accompagnati solo dalla voce impetuosa del vento, le cui raffiche raggiungono anche i 70 km orari.
La mattina, ci accolgono immobili e maestosi i tronchi di araucarie milionarie , coricati su di un territorio silente e sconfinato, trapuntato di cespugli di calafate, mata torcida e  una de gato.
In lontananza, branchi di guanachi e choique, specie piu' piccola di nandu'.











sabato 24 maggio 2014

Bosque petrificado Sarmiento

Da Comodoro Rivadavia, principale distretto petrolifero in Argentina, partiamo la mattina alla volta di Sarmiento nota per essere un'area naturale protetta dove si trova il bosco pietrificato del Cretaceo risalente a 60 milioni di anni fa.


Lo si raggiunge attraversando zone di steppa Patagonica dorata dalla stipa imbiondita dall'autunno










Rocce colorate


I colori si accentuano con il contrasto delle rocce purpuree, composte da sedimenti di argilla  arenaria e basalto e lo spettacolo prende forma. La valle lunar così chiamata si estende a perdita d'occhio e certamente il favore del sole al tramonto la rende uno spettacolo unico !






venerdì 23 maggio 2014

Museo Egidio Feruglio - Trelew

Siamo arrivati a Trelew per una visita al Museo Egidio Feruglio, sapendo del recente ritrovamento di un dinosauro, al momento il più grande al mondo, circa 40 m.
Una volta entrati, abbiamo la fortuna di visitare anche il laboratorio dove stanno continuando i lavori sul femore, omero e bacino.








Il ritrovamento è avvenuto a Flecha, circa 250 km ad ovest di Trelew, nella regione del Chubut.
Si tratta di un esemplare di Sauropodo, erbivoro, del Cretaceo, risalente a 100 milioni di anni fa.
E' impressionante la mole del femore!
Femore di Sauropodo

giovedì 22 maggio 2014

Ricordi del 2005

Giuseppe Schiavo (Bepi) e la "poderosa"
Lasciamo la Penisola di Valdes con il ricordo del nostro primo viaggio in Patagonia nel 2005, in moto, assieme ai nostri amici Giorgio, Bepi e Luciano. Percorrendo la strada ci è tornata la nostalgia di quei bei momenti trascorsi insieme.
Con l'occasione, raccomandiamo all'amico Bepi, appassionato motociclista e collezionista di moto, di avere cura della nostra "poderosa".
Lo ringraziamo, altresì, per il supporto tecnico fornitoci (Profteq)
Guanaco







Si incontrano i primi guanachi, e la memoria corre a Luciano che ne fu quasi travolto assieme alla sua moto, di ritorno da Punta Norte.








Ultimo tentativo di avvistare ancora una volta la balena a Punta Flecha, ma niente.
E il viaggio continua...................

mercoledì 21 maggio 2014

Penisola di Valdes

Arriviamo il 20 maggio alla Penisola di Valdes e ci dirigiamo a Puerto Piramides, dopo aver visitato il Museo Istmo Ameghino, che accoglie, oltre a esemplari di flora e  fauna locale, lo scheletro di una balena franca austral  spiaggiatasi nel 1985 a Caleta Valdes.
All'ufficio turistico ci consigliano di visitare Villarino, una zona della Playa Larralde da cui si possono avvistare, con fortuna, i primi esemplari di balena franca arrivati prima del tempo, di solito a giugno, per la procreazione.
Abbandonato l'asfalto, ci addentriamo in una pista che ci condurra' a Villarino, ma , ahime', dopo  neanche un chilometro, qualcosa ci dice che e' meglio tornare indietro: l'arena tipica della zona , bagnata dalle piogge di questi ultimi giorni, forma un fango "barro" scivoloso come sapone. Pertanto, il peso e le gomme non idonee, fanno scivolare Narciso sul lato della pista. Arranca, scalpita, ruggisce, ma niente : e' intrappolato nel barro . Proviamo con le piastre, ma la posizione sfavorevole del Narci, non aiuta. Decidiamo di tentare  con il verricello e agganciarlo alle uniche piante che la zona ci offre: dei cespugli spinosi e poco radicati.
Risultato: estirpiamo non poche piante del territorio prima di arrenderci  e decidere di ritornare a piedi al paese per  chiedere aiuto a qualcuno.
La scena e' da film: due personaggi infagati sino al collo, in tutti i sensi, soli a piedi sulla ruta principale in attesa che passi un'auto e chiedere un passaggio al paese. Fortuna vuole che si ferma addirittura un autobus che ci conduce a Puerto Piramides dove, per ben la terza volta dall'inizio del viaggio, chiediamo aiuto ai Bomberos  locali.
Con stupore, scopriamo che andranno in soccorso di Narciso con il loro Unimog 1450, donazione di un italiano!  Da non credere!
L'intervento si  conclude con successo ! Scopriamo che tutte le piste che conducono a Punta Norte e Punta Delgada sono chiuse perchè impraticabili per il fango.
Per ricompensa, ci regaliamo una cenetta al ristorante The Paradise ,a base di Picada de Mariscos e Verum, un ottimo bianco Patagonico.
Ringraziamo i volontari Fernando Vera e Leonel Burguento della squadra dei bomberos di Puerto Piramides.


L'indomani, ci alziamo di buon ora per tentare l'avvistamento della balena franca austral. Per il momento, la sola vista, è della pinna riflessa su Narciso!
Ci dirigiamo al Mirador Punta Piramides sul Golfo Nuevo e avvistiamo una colonia di otarie e leoni marini, ma nessuna balena all'orizzonte. Rassegnati, dopo più di un'ora di scrupolosa ricerca con il binocolo, avvistiamo una sagoma nera che sbuffa in lontananza. E' lei: la balena franca austral! una dei 4 esemplari già arrivati sin qui.

Magnifico! La buena suerte ci ha regalato questa anteprima, dato che normalmente arrivano in massa a giugno e rimangono per circa 6 mesi.

lunedì 19 maggio 2014

Valcheta

Dopo aver lasciato la Regione di Buenos Aires, ci dirigiamo a Valcheta, nella regione del Rio Negro.
La strada sembra interminabile. Cambia la vegetazione in arbusti e cespugli, tra i quali riusciamo ad intravedere una lepre della Pampa, detta "mara".







Incontriamo un altare dedicato a "Difunta Correa" molto venerata in Argentina e doniamo anche noi una bottiglia con dell'acqua.

Arriviamo a Valcheta in tarda serata, per poter l'indomani, visitare una delle numerose foreste pietrificate 
della Patagonia.
La mattina visitiamo il Museo "Maria Ines Kopp" www.realpatagonia.org che oltre a reperti archeologici, geologi e storici del luogo,
raccoglie molte testimonianze paleontoligiche. Una tra queste, le uova del dinosauro Titanosauros, del Cretaceo. Parlando con Marianna, la responsabile del museo, veniamo a conoscenza che Valcheta, citata anche da Darwin nei suoi libri, nasce da un piccolo popolo teuelche che mise le proprie radici qui per la forte presenza di acqua rispetto a tutta la zona desertica circostante. Proseguiamo la visita alla foresta pietrificata.
Più tardi, approfittiamo della generosità dei Bomberos locali per un ulteriore rifornimento di acqua.
Un grazie ad Hernan e Jesus.